Fino a nuovo decreto, nel 2026 il riferimento resta quello fissato per il 2025: misura minima del canone pari a 3.204,53 € l'anno (decreto MIT del 18 settembre 2025, che ha ridotto dello 0,65% i valori 2024 — fonte). Sugli importi unitari delle concessioni turistico-ricreative si applica inoltre la maggiorazione del 10% introdotta dal D.L. 131/2024, conv. L. 166/2024, in vigore dal 1° aprile 2025. Il decreto di aggiornamento per il 2026, alla data di stesura, non è ancora stato emanato: appena uscirà, aggiorneremo importi e tabella qui sotto. Vediamo come funziona il meccanismo e perché ti riguarda anche se non hai (ancora) una concessione.

Quanto si paga di canone demaniale nel 2026?

Il canone demaniale marittimo è l'"affitto" che il concessionario paga allo Stato per l'uso dell'area pubblica. Viene aggiornato ogni anno con decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, sulla base degli indici ISTAT di riferimento.

L'ultimo aggiornamento disponibile è il decreto MIT del 18 settembre 2025: per effetto dell'andamento medio negativo degli indici, le misure unitarie 2024 sono state ridotte dello 0,65% a decorrere dal 1° gennaio 2025. La misura minima del canone annuo è così passata da 3.225,50 € a 3.204,53 €.

Attenzione al significato di "minima": è la soglia sotto la quale il canone non può scendere, tipica delle concessioni più piccole. Uno stabilimento balneare vero paga di più, perché il suo canone dipende da superficie e opere, come vediamo tra un attimo.

Come si calcola il canone di uno stabilimento balneare?

Il canone reale si calcola applicando le misure unitarie a superficie, opere e categoria dell'area in concessione. Due concessioni nello stesso Comune possono pagare cifre molto diverse: contano i metri quadrati, la presenza di manufatti e la classificazione dell'area.

C'è poi un capitolo a parte: le pertinenze demaniali, cioè gli immobili che appartengono allo Stato all'interno della concessione. Seguono logiche di calcolo proprie, spesso più onerose, e sono uno dei fronti di contenzioso più attivi in materia — ci torniamo più sotto.

Il risultato pratico: non esiste "il" canone 2026 valido per tutti. Esiste il canone del tuo lotto, che va ricostruito dagli atti concessori prima di qualsiasi valutazione economica, in uscita o in entrata.

Cosa cambia con la maggiorazione del 10%?

Il D.L. 131/2024 — lo stesso decreto "Salva-infrazioni" che ha fissato le scadenze delle gare — ha introdotto un aumento del 10% degli importi unitari per le concessioni turistico-ricreative (oltre che per quelle lacuali e fluviali), a decorrere dal 1° aprile 2025.

La maggiorazione si somma all'aggiornamento ISTAT: prima si determinano le misure unitarie dell'anno, poi — per le turistico-ricreative — si applica il +10%. Per chi prepara un piano economico-finanziario in vista di una gara, è un dato da inserire a regime, non una tantum.

Le date del canone, in sintesi

Periodo Cosa vale Fonte
2024 Misura minima 3.225,50 € Decreto MIT annuale
Dal 1/1/2025 Misure 2024 −0,65% (ISTAT); minimo 3.204,53 € Decreto MIT 18/9/2025
Dal 1/4/2025 +10% importi unitari turistico-ricreative D.L. 131/2024, conv. L. 166/2024
2026 Decreto di aggiornamento non ancora emanato Nessun decreto pubblicato alla data di questo articolo

Perché le pertinenze demaniali sono un capitolo a parte?

Quando una concessione cessa, le opere non amovibili costruite sul demanio (murature, piscine, strutture fisse) vengono acquisite dallo Stato senza indennizzo, in base all'art. 49 del codice della navigazione — regola che la Corte di Giustizia UE ha giudicato compatibile con il diritto europeo (sent. 11 luglio 2024, C-598/22).

Dopo l'incameramento, però, quelle opere diventano pertinenze demaniali: e il canone può essere rideterminato includendone il valore. In pratica, il concessionario (o chi subentra) può trovarsi a pagare un canone più alto proprio per le strutture che qualcuno ha costruito a proprie spese. Il contenzioso su questo punto è ricorrente, e la giurisprudenza amministrativa richiede che la rideterminazione sia puntualmente motivata.

Se il tema ti tocca da vicino, ne parliamo in dettaglio in cosa succede a cabine, bar e strutture a fine concessione.

Quanto pesa il canone in una gara?

Il canone è la voce di costo più "silenziosa" del conto: non si paga una volta, si paga ogni anno, per tutta la durata della concessione — che con le nuove regole va da 5 a 20 anni (D.L. 131/2024). Su un orizzonte ventennale, anche una differenza contenuta di canone annuo sposta il piano economico-finanziario in modo significativo.

Per chi valuta una gara, quindi, il percorso corretto è: ricostruire il canone attuale del lotto dagli atti, applicare maggiorazione e aggiornamenti, e verificare l'eventuale partita pertinenze. Trovi il quadro completo dei costi in quanto costa partecipare a una gara e il quadro del valore in quanto vale una concessione balneare.

Ultima nota di attualità: secondo la stampa di settore, nella manovra 2026 sono stati presentati emendamenti su indennizzi e destinazione di una quota dei canoni ai Comuni. Sono proposte, non norme vigenti: le monitoriamo e aggiorneremo questa pagina se diventeranno legge.

FAQ — Domande frequenti

Qual è il canone minimo nel 2026?

Fino all'emanazione del decreto di aggiornamento 2026, il riferimento resta la misura minima 2025: 3.204,53 € l'anno (decreto MIT 18/9/2025).

Il +10% si applica a tutte le concessioni?

No: riguarda gli importi unitari delle concessioni turistico-ricreative (oltre a lacuali e fluviali), dal 1° aprile 2025, per effetto del D.L. 131/2024.

Perché il canone 2025 è sceso rispetto al 2024?

Perché l'aggiornamento annuale segue gli indici ISTAT, e l'andamento medio di riferimento è risultato negativo: da qui la riduzione dello 0,65%.

Il canone può aumentare dopo la fine di una concessione?

Sì: le opere non amovibili incamerate dallo Stato diventano pertinenze demaniali e il canone può essere rideterminato includendone il valore. È un fronte di contenzioso attivo.

Quando esce il decreto canoni 2026?

Non c'è una data ufficiale: alla data di stesura il decreto non risulta pubblicato. Aggiorneremo questa pagina appena disponibile.


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Fonti (consultate il 15/7/2026): decreto MIT 18/9/2025 (nota FiscoeTasse); D.L. 131/2024 conv. L. 166/2024; CGUE C-598/22, 11/7/2024; emendamenti manovra 2026 (newsbalneari.com).

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