Con il D.L. 32/2026 (art. 8), convertito nella L. 71/2026, il legislatore ha incaricato il Ministero delle Infrastrutture di predisporre un bando-tipo nazionale per le gare sulle concessioni demaniali marittime: un modello unico per evitare che ogni Comune scriva regole diverse. Una bozza datata 24 giugno 2026 è in consultazione con le associazioni di categoria; il testo definitivo passa dalla Conferenza Unificata e non è ancora stato adottato. Ecco cosa sappiamo, cosa è opinione di parte e cosa conviene fare nell'attesa.

Perché serve un bando-tipo nazionale?

Fino a oggi ogni Comune ha fatto da sé, con risultati molto diversi: c'è chi ha impostato gare comparative complete e chi — come Carrara a luglio 2026 — ha usato il vecchio schema della pubblicazione di istanza (art. 18 reg. cod. nav.), subito contestato dalla stampa specializzata.

Il risultato di questa frammentazione è duplice: per gli operatori, incertezza su regole e moduli che cambiano da un litorale all'altro; per i Comuni, un rischio contenzioso moltiplicato, perché ogni schema procedurale "fatto in casa" è un bersaglio per i ricorsi. Il bando-tipo nasce per dare uniformità minima su requisiti, criteri e schemi di valutazione.

Cosa dice esattamente la legge?

L'art. 8 del D.L. 32/2026 ("Disposizioni urgenti in materia di commissari straordinari e concessioni") prevede che il MIT sottoponga alla Conferenza Unificata uno schema di bando-tipo per l'avvio delle procedure di affidamento delle concessioni demaniali marittime, entro trenta giorni dall'entrata in vigore del decreto. La conversione è arrivata con la L. 8 maggio 2026, n. 71 (GU n. 106 del 9/5/2026, in vigore dal 10 maggio 2026).

Attenzione a un punto spesso frainteso: la legge impone la predisposizione del modello, ma non sospende l'obbligo dei Comuni di procedere. Le scadenze del D.L. 131/2024 — avvio gare entro il 30/6/2027, concessioni fino al 30/9/2027 — restano tutte al loro posto.

A che punto è la bozza del MIT?

La cronologia aggiornata:

  • 24 giugno 2026 — data dello schema MIT circolato alle categorie;
  • 13 luglio 2026 — tavoli al Ministero: SIB e FIBA esprimono "sostanziale apprezzamento" chiedendo modifiche su continuità aziendale, indennizzo esteso ai beni di facile rimozione e vincolatività del modello; il Coordinamento dei concessionari di pertinenze deposita osservazioni proprie;
  • luglio 2026 — Assobalneari presenta un documento di segno diverso: il bando-tipo è "uno strumento amministrativo, non la certificazione delle gare";
  • testo definitivo — non ancora adottato alla data di aggiornamento di questo articolo.

Sui contenuti della bozza circolano ricostruzioni di stampa non verificabili, compresa la tesi che valorizzerebbe l'esperienza pregressa dei gestori uscenti. Finché il testo non è pubblico, ogni dettaglio va trattato come anticipazione — e noi in questa pagina distinguiamo sempre i fatti dalle voci.

I Comuni devono aspettare il bando-tipo?

È il dibattito dell'estate 2026. Alcuni sostengono che i bandi pubblicati prima del modello nazionale rischino profili di illegittimità; altri notano che nessuna norma impone di attendere. Quello che è certo, per giurisprudenza consolidata:

  • l'assenza di decreti attuativi non giustifica il rinvio delle gare: lo ha detto il Consiglio di Stato (sent. 4121/2026) a proposito del decreto indennizzi, con un principio estensibile;
  • le proroghe comunali "in attesa del bando-tipo" senza gara avviata sono esposte a disapplicazione (AGCM AS2144; TAR Campania 3530/2026);
  • il quadro sostanziale delle gare — requisiti, criteri, indennizzo, durata 5-20 anni — è già fissato dalla legge, non dal modello ministeriale.

Risultato pratico: alcuni Comuni partono comunque, mentre altri temporeggiano, per quanto la scadenza del termine del 2027 è ormai prossima. Per te significa una cosa sola: i tempi li decide il tuo Comune, non il calendario nazionale — e vanno monitorati costantemente (il nostro osservatorio serve a questo).

Cosa conviene fare nell'attesa?

Se sei un concessionario uscente: non usare il bando-tipo come alibi per rinviare la preparazione del tuo progetto. Il modello nazionale cambierà (forse) alcuni moduli, non la sostanza: offerta tecnica, piano economico-finanziario, dossier investimenti per l'indennizzo si costruiscono adesso, e valgono con qualunque schema di bando. Semmai poi si aggiusta all'esito della pubblicazione (se mai avverrà) dell'ormai famigerato "bando tipo", evidentemente non ancora approvato/pubblicato per motivi di (in)opportunità politica.

Se sei un nuovo aspirante: la finestra pre-bando-tipo è il momento migliore per studiare i lotti. Quando il modello uscirà e i bandi partiranno in serie, i tempi di reazione saranno di settimane, non di mesi: chi ha già scelto territorio, verificato i requisiti e stimato i costi giocherà in vantaggio.

FAQ — Domande frequenti

Il bando-tipo è già in vigore?

No: la base legislativa sì (L. 71/2026), il modello definitivo non è ancora stato adottato dalla Conferenza Unificata.

I bandi pubblicati prima del bando-tipo sono nulli?

NO: la questione è comunque dibattuta e si deciderà semmai, caso per caso, eventualmente nei tribunali amministrativi.

Il bando-tipo renderà le gare più favorevoli agli uscenti?

Le associazioni lo chiedono (continuità aziendale, indennizzi estesi), ma l'AGCM spinge in direzione opposta e la Giurisprudenza amministrativa pare dargli ragione.

Il bando-tipo sposta la scadenza del 2027?

No. Avvio gare entro sei mesi dalla scadenza (31.03.2027 o, al più, il 30/6/2027) e le concessioni attuali fino al 30/9/2027, ma solo a determinate condizioni (le scadenze spiegate).

Il bando-tipo sarà obbligatorio per i Comuni?

È uno dei nodi in discussione: SIB e FIBA chiedono che sia vincolante, altrimenti l'uniformità resterebbe sulla carta. Il testo definitivo scioglierà il dubbio, e su questo ci attendiamo un intervento chiarificatore della Giurisprudenza amministrativa.


Vuoi sapere come il bando-tipo impatterà sul tuo caso specifico? Nella valutazione gratuita analizziamo il tuo Comune, il tuo lotto e i tuoi tempi. → Prenota la call · Scrivici su WhatsApp

Fonti (consultate il 15/7/2026): D.L. 32/2026, art. 8; L. 71/2026; D.L. 131/2024 conv. L. 166/2024; CdS 4121/2026; AGCM AS2144; comunicati SIB/FIBA e tavolo MIT 13/7/2026.

Correlati: Le scadenze vere del 2027 · Osservatorio gare · Requisiti per partecipare